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domenica 27 marzo 2011

Novità dissesto Marina di Lesina




Fonte: Quotidiano di Foggia.it


Partono a Marina di lesina i lavori per la fogna bianca

I lavori che avranno a breve inizio,non sono quelli che aveva immaginato l' ingegner Palma.


Ma l' ingegner Pasquale Versace dov'è? Questo è l'interrogativo che attanaglia da un po' di giorni l' ingegner Antonio Palma, presidente dell' Associazione pro Lesina Marina, poiché risale solo al 12 ottobre 2010 il verificarsi di una nuova voragine nei pressi del canale Acquarotta di Marina di Lesina, che ha allertato i cittadini, ormai pronti a subire un' ennesima ordinanza di sgombero di alcune palazzine a rischio e in prossimità anche dell' albergo Maddalena. "Sembra non esserci l'ingegner Versace, della commissione grandi rischi, che siede o che forse è stato seduto fino al 26 luglio 2010 al tavolo tecnico dei lavori, per collaborare alla soluzione del dissesto, -sostiene Palma- eppure, fino a qualche tempo fa, rappresentava la speranza, attraverso la quale era possibile arrivare alla definitiva risoluzione del problema". I fatti parlano chiaro: alcuni lavori tra breve inizieranno, ma non sono quelli che aveva immaginato l' ingegner Palma.

giovedì 24 febbraio 2011

Marina di Lesina che fine farà?





Fonte: La Repubblica.it
Articolo di PIERO RUSSO

Dissesto a Lesina Marina


Lesina, i cittadini hanno paura
chiedono risposte alla Regione


L’assessore regionale alle opere pubbliche e protezione civile, Fabiano Amati, non partecipa al consiglio comunale monotematico per affrontare l'emergenza frane e voragini




LESINA – Il consiglio comunale monotematico sul dissesto di Lesina Marina è stato rinviato, ma un altro passo è stato compiuto. Vista la situazione non certo felice che sta vivendo la frazione balneare della cittadina lagunare, ieri si sarebbe dovuta tenere un’apposita assise per discutere del dissesto idrogeologico, ma Fabiano Amati, l’assessore regionale alle opere pubbliche e protezione civile non si è presentato in aula consiliare, pare per sopravvenuti impegni.



Un peccato, anche perché il consiglio lesinese ha fatto registrare una massiccia partecipazione, vista l’importanza dell’argomento. La giunta Tucci, tuttavia, non è stata a guardare e ha redatto un documento da inviare alle istituzioni, soprattutto in via Capruzzi a Bari, in cui si chiede una nuova data per il consiglio comunale monotematico, stavolta con la partecipazione certa di Amati, ma soprattutto interventi urgenti per arginare il dissesto idrogeologico e l’infiltrazione di acqua salmastra proveniente dal canale di Acquarotta, che sta aprendo voragini.

Tucci e i suoi si oppongono all’ipotesi di delocalizzazione del villaggio turistico di Lesina, paventata dall’assessore regionale per un pericolo di crollo, visto che i tecnici dell’autorità di bacino avevano svolto il sopralluogo in un’area già cantierizzata e in cui esistevano già due voragini, per il cui consolidamento i lavori erano in corso. Infine una richiesta: quella di garantire la partecipazione ai tavoli tecnici regionali sia dell’amministrazione lesinese che dei privati cittadini proprietari di un’abitazione nella zona interessata al dissesto.

venerdì 18 febbraio 2011

Altre 4 voragini a Marina di Lesina





Fonte: ilgiornaledellaprotezionecivile.it
Articolo di Elisabetta Bosi

Dissesto a Lesina Marina


4 nuove voragini La frazione balneare di Lesina si sta sgretolando: a rischio 15 mila persone

Venerdi 18 Febbraio 2011 - Dal territorio -
A Lesina Marina (Foggia) si sono aperte quattro nuove voragini e si sono peggiorate le condizioni di altre due già esistenti. Le condizioni sempre più critiche di questa località turistica sono emerse in seguito ad un nuovo sopralluogo dei tecnici dell'Autorità di Bacino della Puglia; dei risultati è stato informato anche il Dipartimento nazionale della Protezione Civile.

La geomorfologia gessosa del territorio di Lesina Marina, che a contatto con il cloruro di sodio produce un processo di scioglimento, è la causa dell'apertura di queste voragini. Il problema si è presentato per la prima volta negli anni '20-30 in seguito alla realizzazione del canale Acquarotta: le infiltrazioni di acqua hanno causato una graduale diminuzione del livello di saturazione del cloruro di sodio, dando vita al processo di scioglimento del gesso. Fenomeno che è stato poi aggravato dalla costruzione selvaggia.

In estate la frazione balneare di Lesina ospita fino a 15 mila persone, e sono più di 600 le famiglie proprietarie di un appartamento che ora rischiano di non poter andare in vacanza la prossima estate. "Bisogna tenere alta l'attenzione sul fenomeno" - ha dichiarato Fabiano Amati, assessore regionale alle Opere pubbliche e Protezione Civile - "In gioco c'è la vita dei cittadini di Lesina Marina". Le voragini infatti si stanno aprendo "in prossimità di chiese e case abitate, e potrebbero causare crolli".

domenica 12 dicembre 2010

Marina di lesina sta morendo



Fonte: daunianews.it

Marina di lesina sta morendo


di Antonio Trombetta , assessore all’Ambiente Comune di Lesina. Il problema del dissesto del Canale Acquarotta a Marina di Lesina non merita la scarsa attenzione che stiamo registrando da parte delle forze politiche e degli organi di stampa. L'opinione pubblica ha bisogno di sapere ma soprattutto i proprietari di case e gli operatori economici hanno il diritto di capire su quale strada procede il lavoro del Commissario delegato alla gestione del dissesto.



Siamo ormai oltre il secondo anno di attività del commissario e non mi sembra che si siano fatti passi in avanti.L'Autorità di Bacino continua i suoi studi, il Commissario continua a chiedere ordinanze di sgombero e indagini puntuali da parte dei privati. Intanto stagione dopo stagione Marina di Lesina muore. La scorsa stagione la presenza di villeggianti si è ridotta del 30% nonostante l'andamento positivo del turismo in Puglia. E chi ha deciso di passare da noi qualche settimana ha dovuto sostituire alla serenità le preoccupazioni. Intanto non si vede neanche l'ombra del piano di interventi che il Commissario doveva predisporre per utilizzare le risorse messe a disposizione dalla protezione civile e dal governo. E fatto ancora più grave il dissesto di Marina di lesina non è presente nella programmazione di area vasta, che consente l’accesso alle risorse comunitarie per la gestione di aree a rischio della Puglia.Neanche la novità della presenza del prof. Versace al tavolo tecnico sembra smuovere la stasi della gestione commissariale. Il professor Versace ha messo sul tavolo alcune proposte interessanti. Prima di tutto la necessità di individuare un'unica autorità tecnica che coordini i lavori e assuma decisioni rispetto alla fruizione della cittadina e dei fabbricati; che soprattutto predisponga il famoso programma di opere. A dire il vero si è spinto anche oltre elencando una serie di opere necessarie a mitigare il rischio tra cui il definitivo isolamento del Canale Acquarotta. Ma mi sa che neanche l'autorevolezza del prof. Versace porterà finalmente il commissario ad assumere una decisione che sia una.In più occasioni abbiamo proposto di chiudere il canale Acquarotta utilizzando anche lo stanziamento per la sanificazione della laguna di Lesina, ed il tavolo tecnico ci ha praticamente bocciata l'idea. Non può durare questo continuo rinvio in attesa di ulteriori studi che alla fine non possono che prendere atto dell'aggravarsi della situazione. Penso che adesso sia l'ora della politica.La politica ha il dovere di chiedere i risultati, di definire scelte che non condannino alla miseria un'economia ed un territorio. Ha il dovere di dare una prospettiva ad una comunità. Intanto credo che deve finire questa storia che il Sindaco è di fatto escluso dal tavolo tecnico insediato presso la prefettura. Un sindaco sta tutti i giorni in trincea, è chiamato ad assumere decisioni importanti che limitano le libertà dei cittadini, come le ordinanze di sgombero dei fabbricati, e non può essere escluso dalla formazione delle decisioni.Soprattutto occorre che scendano in campo i parlamentari ed i consiglieri regionali per avviare una riflessione sulla necessità o meno di lasciare il commissariamento nelle mani del Prefetto oppure se non è opportuno coinvolgere più direttamente il comune. Se muore l’economia di Marina di Lesina le conseguenze ricadranno significativamente su Lesina. Un territorio dissestato è un territorio che muore nel suo complesso. Non vi saranno spazi ed opportunità per il rilancio del turismo di Lesina né opzioni positive per la costruzione di nuovi villaggi. Il dissesto marchia il territorio e non certamente per la qualità.Per questo coinvolgerò il partito democratico per portare all'attenzione del Parlamento nazionale e del Consiglio regionale la questione e per mobilitare l'opinione pubblica lesinese che non può disinteressarsi della questione.

mercoledì 18 agosto 2010

Dissesto idrogeologico a Marina di Lesina, a chi tocca pagare?

LESINA MARINA INTERESSATE DECINE DI FAMIGLIE, IL GOVERNO GIÀ INTERVENUTO SULLA QUESTIONE DUE ANNI FA RICONOSCENDO LO STATO DI EMERGENZA


Articolo tratto dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 18/8/2010 di MICHELE TORIACO


Dissesto idrogeologico, a chi tocca pagare?
Il caso sarà nuovamente discusso, per la quarta volta, a fine mese dal Consiglio di Stato. Ecco i precedenti Due sentenze contrastanti: spetta ai proprietari delle case pericolanti; anzi no, ci deve pensare lo Stato

LESINA MARINA. Il dissesto idrogeologico torna sul tavolo del Consiglio di Stato che il 31 agosto a Roma esaminerà altri due ricorsi dell’Avvocatura generale dello Stato contro il Tar Lazio che nei mesi scorsi aveva bocciato l’ordinanza del prefetto di Foggia che obbliga i proprietari di case nel villaggio turistico ad effettuare, a proprie spese, accertamenti tecnici sulla sicurezza delle fondazioni dei fabbricati. Finora il Consiglio di Stato ha esaminato tre ricorsi con sentenze contrastanti: una sezione ha accolto uno dei ricorsi dell’Avvocatura, mentre un’altra sezione ne ha respinti altri due, confermando quindi la validità delle prece   denti sentenze del Tar Lazio, secondo cui è lo Stato a dover mettere in campo, a proprie spese, tutti gli interventi ritenuti necessari a garantire la pubblica e privata incolumità.
Sulla questione il Governo è interve   nuto da tempo, dichiarando lo stato di emergenza con provvedimento del 31 ottobre 2008. Dal punto di vista giuridico lo stato di emergenza è una circostanza di gravissima crisi in un’area determinata del territorio a seguito del verificarsi di calamità naturali, catastrofi o altri eventi, che, per intensità ed estensione debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari. E in effetti il Governo, dopo la dichiarazione dello stato di emergenza ha emanato il 30 marzo 2009 «disposizioni urgenti di protezione civile dirette a fronteggiare i danni conseguenti ai gravi dissesti idrogeologici che interessano il territorio del comune di Marina di Lesina in provincia di Foggia».
Il Governo riconosce che «i fenomeni di dissesto idrogeologico sono caratterizzati dal generarsi di numerose cavità, sia in superficie che in profondità, e che tali fenomeni si sono aggravati creando episodi di sprofondamento; fenomeni che hanno determinato una grave situazione di pericolo per la pubblica e privata incolumità e, pertanto, risulta necessario fronteggiare la situazione determinatasi mediante l'utilizzo di mezzi e poteri straordinari. Si ritiee quindi necessario e indifferibile porre in essere i primi interventi urgenti per favorire il ritorno alle normali condizioni di vita della popolazione interessata». Cosa c’entrano allora i privati cittadini che qui sono potenziali vittime, e non causa, del dissesto idrogeologico? Il nocciolo della polemica è proprio questo: i proprietari di case che sono ricorsi al Tar Lazio sono convinti che debba essere lo Stato a garantire la pubblica e privata incolumità fronteggiando a proprie spese il pericolo.

mercoledì 14 luglio 2010

Dissesto idro-geologico a Marina di Lesina


Dissesto idro-geologico a Marina di Lesina

Partiamo dal febbraio del 2008, quando si apre una voragine davanti alla Chiesa Stella Maris, argomento già trattato su questo Blog, dopo alcuni accertamenti effettuati, continuano a fioccare pareri e posizioni divergenti, insomma chiacchiere anzicchè fatti!


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Quello che più interessa non ancora è stato reso noto. Insomma, urge capire se esista un collegamento fra i rischi della zona intorno al canale Acquarotta e il resto del paese. L’erosione intorno al canale Acquarotta pare all’origine del fenomeno. Ma nessuno conosce, esattamente, l’entità del dissesto e in quali aree si riscontri. Una probabile causa della presenza di falde acquifere nel sottosuolo del paese, è la mancanza della fogna bianca, motivo per il quale le acque piovane vengono assorbite dal sottosuolo. Purtroppo, per qunanto è noto, il progetto di costruzione della rete è fermo da dieci anni agli uffici tecnici del Comune di Lesina. Per questo progetto pare siano disponibili circa 700mila euro, ma non possono essere utilizzati fino a quando i lavori saranno appaltati.
Per quanto riguarda il responso dei sondaggi effettuati dopo la voragine, verrà redatto dall'autorità di bacino, per ora l'accertamento è in corso.......siamo nel 2010.....

Un breve sunto di quanto è accaduto dal febbraio 2008 a Giugno 2010

In un primo momento il comune di Lesina, attraverso un ordine prefettizio, fa si che le verifiche strutturali per edifici ad alta, media e bassa criticità, siano a carico dei privati. A questo punto i proprietari di casa rivolgendosi ad un avvocato, effettuano un ricorso al TAR Lazio, il quale accoglie il ricorso di sospensiva dell’ordinanza prefettizia presentato dai proprietari.
Nel mese di giogno 2010 sono state transennate due piccole aree nei pressi di viale del sole,una di fronte il campo di calcio della chiesa, e un'altra poche centinaia di metri prima. Oltre ad un piccolo cartello di pericolo, non vi è affissa alcuna comunicazione ai residenti che abitano nelle prossimità delle zone delimitate su che tipo di problemma abbia la zona interessata.


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Tra tavoli tecnici e sondaggi senza fine qual'è la reazione del comune di Lesina?

Da proprietario di una residenza estiva sita a Marina di Lesina, posso affermare che questa località balneare è da anni abbandonata a se stessa. Non vi è un'investimento,una minima intenzione per rilanciare il paese, addirittura non si è effettuato neanche un rifacimento del manto stradale da anni, al contrario di LESINA che diventa sempre più bella.
Più volte mi sono chiesto come mai gli investimenti si effettuano solo su Lesina paese. Eppure Marina di Lesina vanta 4000 appartamenti e 184 condomini per una popolazione estiva di oltre 20mila persone, i quali fruttano al comune di Lesina 1 milione e mezzo di euro tra Tarsu ed Ici.
Considerando che Marina di Lesina, essendo una località prettamente estiva, vive solo tre mesi e mezzo l'anno, da giugno a settembre, un pò di soldini per noi il comune potrebbe spenderli no?infondo paghiamo sia l' ICI che la TARSU per un anno intero!
Dimenticavo un " news ", giusto per rendere sempre più gradevole il soggiorno a Marina di Lesina, da quest'anno i residenti devono gettare i propri rifiuti dalle 21.00 alle 24.00, appena tre ore messe a disposizione, pena? una multa dai 25 ai 500 euro, assurdo!!!!!
Concludo dicendo che se Lesina non è in grado di gestire Marina di Lesina, che lo faccia gestire ad altro comune!

lunedì 14 luglio 2008

Marina di Lesina , dissesto idrogeologico

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Rif. il Grcale del 7 luglio 2008
Lesina Marina, dissesto idrogeologico, chiesto lo stato di emergenza


La richiesta, deliberata dalla giunta comunale, è scaturita dopo un’attenta analisi sull’adozione di atti e provvedimenti di salvaguardia e sicurezza legati allo stato di rischio



Foggia- Fronteggiare il fenomeno delle voragini causate dal dissesto idrogeologico. E’ questa la priorità dell’amministrazione comunale di Lesina, che ha chiesto lo stato di emergenza al governo nazionale e regionale. La richiesta, deliberata dalla giunta comunale, è scaturita dopo un’attenta analisi sull’adozione di atti e provvedimenti di salvaguardia e sicurezza legati allo stato di rischio derivante dal dissesto idrogeologico provocato dallo scioglimento delle pareti gessose che corrono lungo il canale “Acquarotta” e nel sottosuolo di Lesina Marina. Già il 29 maggio scorso, dopo le segnalazioni fatte dal Comune lesinese di nuove voragini che si sono formate nel centro vacanziero tra febbraio e marzo, il sindaco Giovanni Schiavone, che in prima persona si sta impegnando per il rilancio dell’immagine turistica lesinese, ha incontrato il prefetto di Foggia, per individuare delle misure di salvaguardia da adottarsi sul territorio. Tra le proposte la riduzione del transito veicolare, soprattutto di quello pesante e l’emanazione di provvedimenti per impedire l’uso di alcuni immobili ubicati in zone di massima cautela. L’autorità di bacino della Regione Puglia ha appaltato un’attività di monitoraggio e di indagini geognostiche del sottosuolo di Lesina Marina per un importo di € 230.000,00. Le osservazioni si protrarrebbero per 18-24 mesi, un periodo piuttosto lungo se si aggiungono i tempi di intervento. Il Comune di Lesina è, infatti, destinatario di un finanziamento disposto con DPR 331/2001 di € 3.460.261,22 i cui lavori appaltati rappresentano un primo e parziale intervento. Occorrono ulteriori finanziamenti a sostegno di un programma di azioni più ampio, stimato in presumibili € 30.000.000,00. I lavori comprenderebbero l’interramento del tratto del canale “Acquarotta” (principale conduttore di acque di dissoluzione delle formazioni gessose) che dall’intersezione del vecchio letto porta alla foce a mare e conseguente apertura del vecchio alveo di comunicazione tra il lago e il mare, e infine il ripristino e la messa in sicurezza del territorio con la chiusura delle voragini.

Per tutto il mese di luglio e agosto saranno organizzate conferenze informative sullo stato di rischio. L’ufficio tecnico comunale chiederà ai proprietari dei fabbricati ubicati nel territorio definito di massima cautela, adeguate documentazioni tecniche finalizzate a dimostrare lo stato di rischio e la stabilità degli immobili. Sempre l’ufficio tecnico comunale predisporrà quanto necessario per eseguire in modo tempestivo e veloce gli interventi di pulizia, delimitazione e segnalazione delle aree interessate al dissesto.

giovedì 24 aprile 2008

San Pio, ecco il frate dalle stimmate

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Rif. (Il Grecale – Maria Grazia Frisaldigiovedì 24 aprile 2008 )

Migliaia i fedeli sul sagrato del convento in attesa di poter venerare le spoglie mortali del santo di Pietrelcina

San Giovanni Rotondo – Profonda commozione (e confusione) nella cripta della chiesa di Santa Maria delle Grazie, dove da poche ore il corpo di San Pio viene venerato da migliaia di fedeli.

Il corpo di San Pio, esumato alle 23 e 30 dello scorso 2 marzo, dopo essere stato sottoposto alla ricognizione canonica e ad adeguati trattamenti per garantirne la conservazione, è stato ricomposto in una teca di cristallo. Il santo delle stigmate si presenta con l’abito cappuccino, confezionato dalle suore clarisse di San Giovanni Rotondo ed indossa i mezzi guanti e le calze conservate per 40 anni nella cella in cui il santo morì la notte tra il 22 ed il 23 settembre del 1968.

La stola posta sul saio si rifà agli anni precedenti il Concilio Ecumenico Vaticano II ed è in seta bianca con inserti in oro, impreziosita da 312 pietre di cristallo di rocca fumée e sferule d’oro. Per confezionare la preziosa stola, l’atelier di Treviso ‘X Regio’, che già in passato ha curato l’abbigliamento liturgico di Giovanni Paolo II e oggi quello di Benedetto XVI, ha impiegato oltre 200 ore di lavoro. Sul volto del frate una maschera in silicone realizzata da Gems Studio, un’azienda londinese specializzata nella creazione di statue e manichini realistici per musei e mostre culturali. Nonostante l’immane sforzo organizzativo, però, è stato difficile "drenare" l’afflusso di fedeli in visita a San Giovanni Rotondo. Per questo, solo per oggi, la cripta di San Pio resterà aperta fino a notte inoltrata.

venerdì 18 aprile 2008

Foggia : Elezioni provinciali, la ripartizione dei seggi se vincesse Pepe

Rif. Il Grecale (18/04/2008)

Anche in questo caso Paolo Agostinacchio rimarebbe escluso
Se vincesse la coalizione di Antonio Pepe al ballottaggio del 27 e 28 aprile, i seggi alla Provincia sarebbero così ripartiti: 13 al Partito delle Libertà, 2 per Alleanza per la Capitanata ed uno a testa per la Capitanata prima di tutto, Lista Pepe e Oltre il Polo. Al Partito Democratico andrebbero 6 seggi incluso Campo, mentre un seggio a testa verrebbero assegnati a Partito Socialista, Sinistra Arcobaleno e Italia dei Valori, mentre all'Udc andrebbero 3 seggi incluso Santaniello. Ecco nel dettaglio come sarebe composto il consiglio provinciale nel caso in cui vincesse la coalizione di Pepe senza apparentamenti: Aniello Maciulli, Pasquale Dotoli, Domenico Farina, Francesco Di Paola, Francesco De Monte, Angelo De Vita, Emilio Gaeta, Antonio Potenza, Giuseppe La Torre, Paolo Mongiello, Paolo La Torre, Cristiano Ronaldi e Fernando Ciliberti (PdL), Savino Santarella e Giuseppe Moscarella (Alleanza per la Capitanata), Rocco Ruo (La Capitanata prima di tutto), Carmine D'Anelli (Lista Pepe), Luigi Bortone (Oltre il polo), Paolo Campo, Antonio Prencipe, Antonio Angelillis, Vincenzo Balzamo, Gaetano Cusenza e Nicola Sgarra (PD), Bernardo Lodispoto (PS), Michele Augello (SA) e Massimo Colia (IDV). Per L'UDC Enrico Santaniello, Nicandro Marinacci e Antonio Bonfitto. Anche in questo caso Agostinacchio rimarrebbe fuori senza apparentamento.

giovedì 17 aprile 2008

SI DIMETTE IL SINDACO, TERREMOTO POLITICO A FOGGIA - Ma il PD gli chiede di ripensarci

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Rif. Capitanata.it (17/04/2008)

Il Sindaco di Foggia, Orazio Ciliberti, si è dimesso. La motivazione è tutta politica. Infatti il Sindaco del capoluogo dauno era stato in corsa per la poltrona a consigliere provinciale nella tornata elettorale di domenica scorsa. Il suo suffragio si era fermato al “solo” 20% rispetto a risultati molto più rotondi di altri concorrenti e avversari politici. A Questo punto Ciliberti ha sentito venir meno il consenso nei suoi confronti da parte dei suo concittadini e ha ritenuto opportuno rassegnare le dimissioni. Intanto Raffaele Piemontese, segretario cittadino del PD, ha chiesto a Ciliberti di ritirare le sue dimissioni “perché adesso è il momento di mantenere i nervi saldi… pur comprendendo sotto il profilo umano il gesto del Sindaco”.
A questo punto, se tali dimissioni dovessero essere mantenute, a Foggia si prospetta un vero e proprio terremoto politico e un secondo turno molto in salita per la compagine elettorale guidata da Campo.

domenica 9 marzo 2008

Rigassificatori, a Brindisi e Trinitapoli ancora proteste

Il rifiuto degli ambientalisti e una richiesta di compatibilità
Riferimento :Quotidianopuglia.it (9/03/2008)
Rigassificatori: gli ambientalisti brindisini rifiutano il confronto con la British Lng, il sindaco di Trinitapoli chiede se l’impianto di rigassificazione è compatibile con il territorio. BRINDISI – Per gli ambientalisti è una provocazione la scelta della Brindisi Lng di riproporre una campagna di comunicazione rivolta ai cittadini ed allo stesso tempo di avviare una consultazione territoriale, chiamando in causa i rappresentanti degli enti locali, delle organizzazioni sindacali ed imprenditoriali, le stesse associazioni ambientaliste e tutti coloro che, a vario titolo, svolgono un ruolo nella società civile brindisina. I principali movimenti ambientalisti hanno annunciato che non aderiranno all’invito della Brindisi Lng rifiutando il confronto. Allo stesso tempo chiedono ufficialmente a tutti i candidati nelle prossime consultazioni politiche di far sapere con chiarezza quale posizione assumono in riferimento al rigassificatore di Brindisi. TRINITAPOLI - Sul progetto di un impianto di rigassificazione, presentato dalla ditta Sorgenia di Milano, a Trinitapoli vogliono vederci chiaro. L’impianto sorgerebbe a cinque chilometri dalla costa, in campagna. In mare, distante altri 4 chilometri, sorgerebbe la piattaforma per le navi che portano il gas liquefatto. Il progetto è già stato presentato nella sede foggiana di Confindustria e a Trinitapoli. L’assessore regionale all’Ecologia Losappio nei giorni scorsi ha ribadito che Sorgenia non ha ancora depositato il progetto né alla Regione nè al Ministero dell’Ambiente. Secondo il sindaco, Ruggiero Di Gennaro, è necessario valutare le compatibilità della struttura con il territorio.

domenica 2 marzo 2008

Foggia come Napoli???

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Proprio una settimana fa l'Amica (società ex municipalizzata per la raccolta e smaltimento rifiuti) ha presentato il suo piano stategico sulla raccolta differenziata. Per il raggiungimento del 20% di raccolta nel 2008 e del 50% nel 2010, sarà utilizzato sistema porta a porta, e l’utilizzo delle isole ecologiche, già presenti in diversi quartieri.

L'Agecos, unìazienda che sta stoccando i rifiuti urbani nella nuova discarica, ha chiuso ieri l'impianto impedendo lo smaltimento. La causa di ciò è che la società dell'imprenditore Rocco Bonassisa vanta crediti di un milione di euro proprio dall'Amica. Nonostante la disponibilità dell'Amica a rateizzare l'importo attraverso una lettera dell’Agecos annuncia l’ interruzione del servizio di stoccaggio.
Una situazione di emergenza creatasi nonostante,e di fronte alla quale il Sindaco Ciliberti ha disposto la riapertura temporanea della discarica di Passo Breccioso, resa inagibile dopo un’incendio nel luglio scorso, questa situazione potrebbe durare uno o due mesi ammenocchè non ci sarà una mediazione del Governo.

Intanto la Regione Puglia con una nota urgente ha dichiarato che per ragioni di ordine pubblico la discarica non può essere bloccata in alcun modo.
La situazione è alquanto delicata, in quanto, se queste vicissitudini dovessero portarsi per le lunghe, in un’ipotetica chiusura dell’impianto di Passo Breccioso, le strade potrebbero, nei prossimi giorni, essere invase da sacchetti di immondizia , causando danni alla città e ai cittadini del capoluogo dauno.

venerdì 22 febbraio 2008

Voragine a Marina di Lesina

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Riferimento: Gazzetta del Mezzogiorno 19 Febbraio 2008


Una voragine davanti alla chiesa Stella Maris” di Marina di Lesina. Si è aperta nelle ultime ore con un diametro di una decina di metri fortunatamente senza provocare danni a persone e cose. Sul posto sono intervenuti i responsabili dell’Ufficio tecnico comunale, agenti della polizia municipale e alcuni amministratori per fare una prima disamina del problema.

A prima vista sembrerebbe un cedimento del manto stradale per via di alcuni smottamenti provocati dal deflusso delle acque piovane. Sembra infatti escluso che possa trattarsi di un ulteriore aggravamento dell’erosione nel sottosuolo del villaggio turistico da anni alle prese con questo problema.Dissesto idrogeologico provocato dallo scioglimento delle pareti gessose che corrono lungo il canale “Acqua ro t t a ” e nel sottosuolo del centro vacanziero: rocce che, a contatto con l’acqua salata provocano una reazione chimica che porta allo scioglimento della massa gessosa facilitando il propagarsi delle acque e il relativo cedimento delle strutture edilizie. Tant’che più di un condominio – soprattutto nella zona che corre lungo il canale che collega la laguna al mare - sono a rischio crollo. Un problema che si trascina da anni e che si spera venga quantomeno fronteggiato.Ora la nuova voragine nel centro del villaggio turistico che d’estate conta alcune decine di migliaia di presenze e che è sempre più costretto a fare i conti con problemi di varia natura. Non ultimi gli incendi della scorsa estate che hanno praticamente distrutto gran parte del Bosco isola e della pineta che si erge a ridosso della spiaggia. Disagi che non hanno mancato di creare dibattito e che sicuramente saranno oggetto di animata discussione nella campagna elettorale ormai alle porte per la elezione del sindaco e il rinnovo del consiglio comunale.Forti di queste esperienze gli operatori temono che la voragine da poco creatasi possa creare altri grattacapi alla già precaria situazione economica degli operatori locali. In pratica, pensano che si possa esagerare nei giudizi e giudicare più grave del previsto l’apertura creatasi ai piedi della chiesa. Il tutto a pochi mesi dalla riapertura della stagione turistica. Ecco perché gli operatori chiedono la massima attenzione su questo problema e un accertamento ad hoc delle cause che hanno provocato il cedimento del sottosuolo. «Sarebbe assurdo pensare - sostengono - che si tratti dell’erosione. L’epicentro del fenomeno è fin troppo lontano».

sabato 16 febbraio 2008

Marina di Lesina sprofonda!

Dopo il disastro ambientale della nave Eden IV sulle sue coste, l'incendio di questa estate, che ha devastato parte del bosco isola, ora si aprono buche enormi nelle strade. Dinanzi la chiesa si apre una grossa voragine, in questi giorni ci sono lavori per stabilire lo stato del terreno.
Che dire, dopo tanta sfortuna, mi auguro che in questi giorni ci sia un servizio delle Iene, perchè si sa, le Iene portano bene!
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ecco alcune raccapriccianti immagini.

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